Monte Cerano e Poggio Croce

Bella e remunerativa escursione non eccessivamente impegnativa che si snoda lungo un percorso di grande interesse panoramico.

Da Omegna si risale la Valle Strona fino a Canova del Vescovo, quindi si imbocca sulla destra la rotabile che conduce a Germagno. Quasi in centro paese si stacca, sempre sulla destra, la ripida strada che sale con stretti tornanti all'alpe Quaggione e agli altri numerosi nuclei di alpeggi sparsi alle pendici del Monte Zuccaro e del Monte Cerano.

Parcheggiata l'auto nell'ampio piazzale (nei pressi sorge la locanda "Alpe Quaggione"), si prende la bitumata che si snoda in direzione Nord in leggera salita. Lasciata sulla propria destra una chiesetta, nel pressi del successivo grosso slargo si ignora una strada che scende ripidamente e si piega a sinistra raggiungendo un secondo bivio nei pressi del quale si svolta a destra (cartelli indicatori). Si risale quindi lungo la strada bitumata per circa 10-15': dopo il quarto tornante, sulla destra, si prende un ben visibile sentiero (cartelli indicatori) che traversa il fianco Nord - occidentale del Monte Zuccaro (sulla cima è visibile una cappelletta) con bella vista sul Monte Cerano, raggiungendo quindi una bocchetta. Da qui si procede nella faggeta seguendo sempre le indicazioni "Monte Cerano - Poggio Croce". Usciti su terreno aperto, si risale l'ampia e in alcuni tratti assai ripida cresta erbosa  che in poco meno di 2 h dalla partenza conduce sull'ampia cima del Monte Cerano (1702 m s.l.m.,), dominata da una croce in ferro. Da qui si prosegue lungo la cresta, dapprima pianeggiante, in direzione Nord, poi si piega in direzione Ovest e con alcuni saliscendi si perviene ai piedi dell'ultima erta erbosa che conduce rapidamente sulla vetta del Poggio Croce (1765 m s.l.m., 30' dal Monte Cerano), sulla quale sono stati eretti un altare ed un'asta portabandiera. L'ultimo tratto di salita deve essere percorso solamente con condizioni di neve sicura. Stupendo il panorama lungo tutta la cresta e dalla cima, panorama che spazia dai monti di Valgrande, incombenti sulla bassa Ossola, al lago Maggiore, dalle vette ticinesi al Mottarone, dal Monte Barone al Monte Rosa. Verso Ovest la mole massiccia del Monte Massone chiude l'orizzonte.

Dalla cima del Poggio Croce si prosegue lungo la cresta in discesa, dapprima stando sul versante ossolano, poi tenendosi sul filo fino in vista dell'ultima ripida discesa che deposita direttamente sull'ampia sella della bocchetta di Bagnone (1589 m s.l.m., 30' dal Poggio Croce). Si imbocca a questo punto (indicazioni per l'alpe Bagnone) il sentiero che scende verso Sud inoltrandosi nella faggeta (tacche bianco-rosse sugli alberi che facilitano la ricerca del sentiero anche con forte innevamento) e, perdendo rapidamente quota, si raggiungono i resti dell'alpe Cappella, arroccati al pendio in suggestiva posizione panoramica.

Da qui è possibile continuare la discesa verso l'alpe Bagnone e l'alpe Loccia.

Con condizioni di neve assolutamente sicura è possibile invece imboccare il sentiero che, tenendosi a mezza costa, sale leggermente in direzione Sud - Est: raggiunta un caratteristico passaggio fra due rocce, si cambia di versante e ci si inoltra nella valletta che scende dal fianco meridionale del Poggio Croce. Con alcuni saliscendi si traversa il fondo della valletta, se ne guadagna l'opposto fianco e, in leggera discesa, si entra nel bosco rado. Seguendo fedelmente il tortuoso percorso si raggiunge il nucleo superiore dell'alpe Morello (1286 m s.l.m.). Da qui un tratturo conduce sulla strada bitumata percorrendo la quale, prima in discesa poi con alcuni saliscendi, si contorna tutto il fianco occidentale e meridionale del Monte Zuccaro riallacciandosi alla strada che da Germagno sale all'alpe Quaggione appena sotto il piazzale dove si era lasciata l'auto (circa 2h dalla bocchetta di Bagnone).

Testo e foto: Luca Farinella
www.falchivalgrande.it